Per Telecom spunta il piano super-Olimpia: Mediobanca e Capitalia in campo

by LapsuS | March 18, 2007 at 01:35 am
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Fumata nera per Olimpia-Telecom. Annullati gli incontri straordinari
del week-end, la volata di Intesa si arena a un passo dal traguardo: il
tentativo ora, in una situazione che torna estremamente fluida, è
quello di riunificare i tavoli.
Da una parte c'è la banca
presieduta da Giovanni Bazoli, che ha già trovato la disponibilità di
massima di Deutsche Bank a essere della partita. Dall'altra c'è
Mediobanca, che su Telecom ha stretto un patto con Olimpia insieme a
Generali, affiancata da Capitalia. L'ipotesi, che pure era stata
studiata, di una soluzione che passasse dalla scissione di Pirelli, non
ha chance di essere accolta. La società presieduta da Marco Tronchetti
Provera l'ha fatto capire con un comunicato nel quale si ribadisce che
«saranno prese in considerazione tutte le proposte», «purché risulti
assicurato, a parità di condizioni, il soddisfacimento dell'interesse
di tutti gli azionisti di Pirelli». Non sarebbe così con la scissione
prospettata, che avvantaggerebbe solo Camfin. Ciononostante l'ipotesi è
bastata a far schizzare il titolo del 9% e parallelamente a far
tracollare Pirelli in Borsa. A fine seduta Camfin ha ridimensionato il
rialzo al 2,55% e Pirelli limitato le perdite al 2,09%, mentre Telecom
ha chiuso in rialzo dello 0,42% a 2,136 euro.


D'altra parte, il tavolo si sta ampliando alla rosa dei naturali
interlocutori: oltre a Intesa-Sanpaolo, anche Capitalia e Mediobanca
sono esposte a vari livelli della catena societaria che da Camfin
arriva a Telecom. Il nodo però resta il prezzo. Il range di 2,7-2,8
euro per azione che sarebbe stato sostanzialmente accettato da Pirelli,
ora verrebbe rimesso in discussione. Ma la Bicocca non intende
svendere, anche perchè di fatto, escludendo il dividendo, il premio
sulla media delle quotazioni dell'ultimo periodo si ridurrebbe a poco
più del 10%.
Trovare la quadra non sarà comunque un'impresa
semplice. L'ipotesi di base cui stava lavorando Intesa, con Banca
Leonardo, non è quella di liquidare subito Olimpia, perchè occorrerebbe
mettere sul piatto troppi quattrini e non si riuscirebbe a rispettare
la tabella di marcia che prevede la chiusura del l'operazione nell'arco
massimo di una decina di giorni. Si tratterebbe invece di organizzare
un primo intervento delle banche, che finanzierebbero la loro posizione
in parte a debito, per procedere poi con la redistribuzione delle quote
tra altri partner finanziari e imprenditori: Benetton potrebbe essere
interessato a restare, mentre altri potenziali candidati sarebbero De
Agostini, Mediaset, il gruppo De Benedetti.


In prospettiva Olimpia, che può sfruttare perdite fiscali, potrebbe
essere rafforzata patrimonialmente e allargata fino a ricomprendere il
30% del capitale Telecom per essere, in un secondo tempo, senza debiti,
fusa nella partecipata. Una sorta di patto di sindacato a termine, che
porti le banche a uscire progressivamente dal capitale del gruppo di
tlc. Che nel frattempo dovrebbe rafforzarsi con un'azione manageriale
incisiva (per la guida operativa circolano i nomi di Franco Bernabè,
Francesco Caio, Vittorio Colao e Vito Gamberale).
Le
partecipazioni delle banche nelle imprese «per definizione devono
essere temporanee», ha osservato lo stesso amministratore delegato di
Intesa, Corrado Passera, al Forum di Confcommercio cui ha partecipato
anche il presidente della commissione Attività produttive alla Camera,
Bruno Tabacci.
Tabacci ha ironizzato sulle «banche della
provvidenza», e sugli investimenti fatti in alcune aziende per
rispondere a un «generale interesse del Paese», che deve invece essere
stabilito dalle istituzioni democratiche. Reclamando nel contempo «più
trasparenza» per il prossimo cambio di proprietà Telecom.


«Contribuire a tenere in Italia aziende competitive non è cosa di
cui vergognarsi», è stata la risposta di Passera. «Ci sono aziende in
Italia che non esisterebbero più», ha aggiunto, se le banche non
avessero fatto investimenti con una logica economica ma anche
imprenditoriale. Quanto alla difesa del l'italianità, Passera ha
spiegato che «non è un valore in sè, ma il Paese che non ha centri
decisionali è più debole».
Sull'argomento Telecom è intervenuto
anche Daniele Capezzone. Secondo il presidente della commissione
Attività produttive della Camera, nella vicenda Telecom «quello che
manca drammaticamente è un progetto», perchè «mentre la trattativa con
la spagnola Telefonica avveniva all'interno di uno scenario industriale
di grandissimo interesse, la soluzione legata all'intervento delle
banche sembra invece priva di una visione, di un progetto industriale
vero e proprio».

 

Da: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/03/spunta-super-olimpia.shtml?uuid=9292c4f2-d462-11db-a770-00000e25108c&type=Libero 

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